4 chiacchiere con Alessandro Fabian

Alessandro Fabian WTS Abu Dhabi, 2016 (credit Wikipedia)

L’intervista di oggi è con il triatleta Alessandro Fabian, uno dei triatleti italiani più forti. Nato a Padova il 7 gennaio 1988, è partito dal nuoto per poi passare all’acquathlon e poi al duathlon, e ora il triathlon dove ha vinto diversi titoli italiani assoluti.

Ricordiamo tra i suoi eventi più importanti a livello mondiale il decimo posto alle Olimpiadi di Londra 2012, mentre a Rio de Janeiro nel 2016 è arrivato 14imo. Ora tra i suoi obiettivi c’è una terza Olimpiade.

D: Sei soddisfatto della tua carriera professionistica o hai qualche rimpianto, qualcosa che non sei riuscito a raggiungere o che non è andato come volevi?

R: Allora, sì sono abbastanza soddisfatto della mia carriera, certo non ho rimpianti forse ho qualche rimorso su qualcosa che sbagliato che però a dire il vero mi ha permesso di diventare quello che sono diventato, resistere e persistere per raggiungere il mio obiettivo. Non è ancora finito e sono curioso di vedere dove mi porterà questo cammino. Per ora è andato quasi tutto come volevo io, c’è ancora del lavoro da fare infatti sono ancora in preparazione per un’altra Olimpiade.

D: Quali sono, secondo te, le doti che dovrebbe avere un bravo triatleta?

R: Un bravo triatleta secondo me deve avere del talento inizialmente ma poi deve avere delle doti di resistenza, resilienza, di capacità di adattamento e di non essere mai stanco di migliorarsi, anche se quest’ultima caratteristica è di uno sportivo in generale. Il triatleta deve sapersi adattare a tutte le situazioni e soprattutto a un grande carico di lavoro perchè il triathlon comprende tre discipline e quindi hai tre sport da praticare e preparare e di sicuro devi passare tante ore sul campo ad allenarti per affinare la prestazione, la performance.

D: Quali corridori / triatleti ammiri di più in questo momento?

R: Beh devo dire che come triatleti, il mio coetaneo Alistair Brownlee secondo me nonostante tanti difetti ma ha anche il pregio di essere un killer o meglio quando va in gara vuole assolutamente vincere, è un racer e questo lo ha dimostrato in 2 Olimpiadi in quanto vincere una Olimpiade magari può essere più semplice che confermare la seconda, questo secondo me è un grande esempio soprattutto perchè alla mia età dopo quello che ha fatto è ancora qui che vuole vincere la terza Olimpiade e questo è ammirevole la sua fame di vittoria che vuole raggiungere ed è stimolante anche per me.

D: Dacci un’idea di ciò che accade nella tua testa durante una competizione e di come continui ad andare avanti.

R: Quando sei nella competizione se stai bene sei nel flow, sei in questa condizione, non dico che non senti la fatica ma comunque sei in una spinta costante che ti spinge verso una grande performance. Se invece sei in una giornata un pò difficile, gestirla mentalmente diventa molto difficile perchè devi andare contro l’istinto del tuo corpo e della tua mente che ti dice di fermarti e lì devi avere una resilienza una resistenza mentale soprattutto molto forte per cercare di portare a termine quello che devi fare, questa è una delle caratteristiche che ho sempre avuto e sempre coltivato.

D: È ora di fare un’autocritica: quale parte di un triathlon è la tua più forte? Il tuo più debole? Perché?

R: La parte più debole in questo momento è il ciclismo dove pago molto di più, mentre invece quella più forte direi il nuoto perchè è quella che mi viene più semplice e che ormai alleno da molti più anni ed ho della sensibilità maggiore.

D: Qual è la competizione fin’ ora che ti ha emozionato di più?

R: La competizione che finora mi ha emozionato di più finora sicuramente sono state le 2 Olimpiadi, che mi hanno veramente regalato forti emozioni, in entrambi i sensi belle emozioni e brutte emozioni, spiacevoli diciamo non brutte, perchè effettivamente un Olimpiade è un Olimpiade ed è qualcosa di magico di per se al di fuori della classica gara. Queste sono state 2 gare che mi porterò sicuramente nel cuore.

D: Cosa puoi consigliare a chi vuole iniziare questo sport?

R: A chi vuole approcciare al triathlon prima di tutto deve iniziare e imparare a nuotare questo è poco ma sicuro, poi a dire il vero l’importante è iniziare da qualche parte, a prendere un pò di confidenza con una delle tre discipline, poi ci sarà sempre una delle tre discipline che ci verrà meglio e una che ci verrà peggio per cui non abbattersi ma progredire nel sentire che si migliora nella bellezza dello stare bene, che poi è un pò una regola generale dello sport quindi quello che consiglio sempre è di approcciarsi e poi probabilmente il bello del triathlon è che è vario e si può variare a 360 gradi durante l’anno e questo è sicuramente un quid in più.

Ringrazio Alessandro Fabian per la disponibilità ed il tempo dedicatomi e vi do appuntamento con altre interviste di sport.

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