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Triathlona Olimpico di Candia 2021

Triathlona Olimpico di Candia 2021

Dopo mesi e mesi di preparazione invernale eccomi arrivato finalmente alla prima gara triathlon di questo 2021, destinazione Candia.

Per fortuna il meteo non è guastafeste per cui forse riesco anche a prendere tintarella in bici. Si parte intervallati ogni 5 secondi e di cinque in cinque. Il nuoto è sempre lo stesso però questa volta ci sono delle boe direzionali in più sono già contento, peccato che poi ne veda ben poche durante la frazione nuoto.

Dopo il tuffo non so per quale diavolo assurdo motivo non riesco ad ambientarmi subito e temendo che gli altri atleti subito dopo mi venissero addosso mi faccio prendere da un principio di panico da acque libere, la prima cosa che faccio è fermarmi e calmarmi così da cominciare a nuotare una bracciata alla volta per andare avanti e tranquillizzarmi e la cosa ha esito positivo. Mi accorgo che sto nuotando male ovvero vado troppo a zigo zago però penso solo che l’importante è riuscire a fare tutto il nuoto e basta.

Dopo circa 45 minuti esco dall’acqua abbastanza sfatto ma contento perchè ora inizia il divertimento della gara, arrivo in zona cambio e cerco di spogliarmi il più presto possibile per partire con la bici (zona T1 veramente lunghissima prima dell’uscita bici). Monto in sella e cerco di cominciare subito a pedalare al mio ritmo migliore cercando di non esagerare però in quanto ricordo che la prima parte è abbastanza pedalabile e piatta mentre la seconda ha qualche salitella che può darmi filo da torcere. Qualcuno dell’olimpico lo sorpasso e mi da un pò di morale per proseguire nella pedalata. Chiudo la frazione bici con poco più di 1 ora e 20 minuti.

Mi cambio e inizio la corsa, percorso abbastanza ostico in quanto su sterrato e pieno di buche quasi fosse un trail ed è un bastone da 2,5 km da ripetere 2 volte andata e ritorno. I primi km girano bene mentre nella seconda parte accuso un pò di stanchezza e i tempi si alzano nonostante abbia bevuto qualcosa.

Chiudo con una prestazione migliore del 2018 ma non soddisfatto di sicuro del nuoto nella quale cedo troppo.

L’intervista con Valeria Straneo

L’intervista con Valeria Straneo

Valeria Straneo, nata ad Alessandria il 05/04/1976 è una delle atlete di punta del running italiano. Vanta un primato di 2h23’44” in maratona ottenuto a Rotterdam 2012, ha gentilmente risposto ad alcune domande che le ho posto per darci qualche informazione in più e qualche consiglio sulla corsa.

Valeria Straneo (foto: Colombo/Fidal)

D: Cos’è per te la corsa?

R: Una passione, una valvola di sfogo, un momento tutto per me.

D: Ti ispiri a qualcuno?

R: Non mi viene in mente nessuno.

D: Cambieresti qualcosa della tua carriera? Cosa?

R: Vorrei aver iniziato molto prima a fare sul serio!

D: Quante ore ti alleni al giorno?

R: Nei periodi di carico corro circa 160 km a settimana, 10/11 sedute. Non saprei quantificare le ore.

D: Quali corridori ammiri di più in questo momento?

R: Eliud Kipchoge

D: Mi racconti un aneddoto particolare di una gara?

R: Ce ne sarebbero diversi! Anni fa, proprio durante le mie prime gare, ricordo che feci il riscaldamento, andai in bagno in mezzo ai boschi ma andai un po’ troppo lontano…in pratica arrivai in ritardo alla partenza, arrivai proprio quando stavano sparando per dare lo start! Che ansia! Partii per ultima e i primi km li corsi cercando di raggiungere le prime ragazze. Alla fine arrivai 3ª e da allora sto ben attenta a non andare in bagno all’ultimo momento!!

D: Cosa puoi consigliare a chi vuole iniziare questo sport?

R: Di partire sempre per gradi in modo da abituare il fisico a sopportare gli adattamenti necessari. Di non mollare se all’inizio si fa molta fatica e di cercare di avere molta costanza perché nel giro di poche settimane si farà molta meno fatica e ci si sentirà alla grande!

4 chiacchiere con Alessandro Fabian

4 chiacchiere con Alessandro Fabian

Alessandro Fabian WTS Abu Dhabi, 2016 (credit Wikipedia)

L’intervista di oggi è con il triatleta Alessandro Fabian, uno dei triatleti italiani più forti. Nato a Padova il 7 gennaio 1988, è partito dal nuoto per poi passare all’acquathlon e poi al duathlon, e ora il triathlon dove ha vinto diversi titoli italiani assoluti.

Ricordiamo tra i suoi eventi più importanti a livello mondiale il decimo posto alle Olimpiadi di Londra 2012, mentre a Rio de Janeiro nel 2016 è arrivato 14imo. Ora tra i suoi obiettivi c’è una terza Olimpiade.

D: Sei soddisfatto della tua carriera professionistica o hai qualche rimpianto, qualcosa che non sei riuscito a raggiungere o che non è andato come volevi?

R: Allora, sì sono abbastanza soddisfatto della mia carriera, certo non ho rimpianti forse ho qualche rimorso su qualcosa che sbagliato che però a dire il vero mi ha permesso di diventare quello che sono diventato, resistere e persistere per raggiungere il mio obiettivo. Non è ancora finito e sono curioso di vedere dove mi porterà questo cammino. Per ora è andato quasi tutto come volevo io, c’è ancora del lavoro da fare infatti sono ancora in preparazione per un’altra Olimpiade.

D: Quali sono, secondo te, le doti che dovrebbe avere un bravo triatleta?

R: Un bravo triatleta secondo me deve avere del talento inizialmente ma poi deve avere delle doti di resistenza, resilienza, di capacità di adattamento e di non essere mai stanco di migliorarsi, anche se quest’ultima caratteristica è di uno sportivo in generale. Il triatleta deve sapersi adattare a tutte le situazioni e soprattutto a un grande carico di lavoro perchè il triathlon comprende tre discipline e quindi hai tre sport da praticare e preparare e di sicuro devi passare tante ore sul campo ad allenarti per affinare la prestazione, la performance.

D: Quali corridori / triatleti ammiri di più in questo momento?

R: Beh devo dire che come triatleti, il mio coetaneo Alistair Brownlee secondo me nonostante tanti difetti ma ha anche il pregio di essere un killer o meglio quando va in gara vuole assolutamente vincere, è un racer e questo lo ha dimostrato in 2 Olimpiadi in quanto vincere una Olimpiade magari può essere più semplice che confermare la seconda, questo secondo me è un grande esempio soprattutto perchè alla mia età dopo quello che ha fatto è ancora qui che vuole vincere la terza Olimpiade e questo è ammirevole la sua fame di vittoria che vuole raggiungere ed è stimolante anche per me.

D: Dacci un’idea di ciò che accade nella tua testa durante una competizione e di come continui ad andare avanti.

R: Quando sei nella competizione se stai bene sei nel flow, sei in questa condizione, non dico che non senti la fatica ma comunque sei in una spinta costante che ti spinge verso una grande performance. Se invece sei in una giornata un pò difficile, gestirla mentalmente diventa molto difficile perchè devi andare contro l’istinto del tuo corpo e della tua mente che ti dice di fermarti e lì devi avere una resilienza una resistenza mentale soprattutto molto forte per cercare di portare a termine quello che devi fare, questa è una delle caratteristiche che ho sempre avuto e sempre coltivato.

D: È ora di fare un’autocritica: quale parte di un triathlon è la tua più forte? Il tuo più debole? Perché?

R: La parte più debole in questo momento è il ciclismo dove pago molto di più, mentre invece quella più forte direi il nuoto perchè è quella che mi viene più semplice e che ormai alleno da molti più anni ed ho della sensibilità maggiore.

D: Qual è la competizione fin’ ora che ti ha emozionato di più?

R: La competizione che finora mi ha emozionato di più finora sicuramente sono state le 2 Olimpiadi, che mi hanno veramente regalato forti emozioni, in entrambi i sensi belle emozioni e brutte emozioni, spiacevoli diciamo non brutte, perchè effettivamente un Olimpiade è un Olimpiade ed è qualcosa di magico di per se al di fuori della classica gara. Queste sono state 2 gare che mi porterò sicuramente nel cuore.

D: Cosa puoi consigliare a chi vuole iniziare questo sport?

R: A chi vuole approcciare al triathlon prima di tutto deve iniziare e imparare a nuotare questo è poco ma sicuro, poi a dire il vero l’importante è iniziare da qualche parte, a prendere un pò di confidenza con una delle tre discipline, poi ci sarà sempre una delle tre discipline che ci verrà meglio e una che ci verrà peggio per cui non abbattersi ma progredire nel sentire che si migliora nella bellezza dello stare bene, che poi è un pò una regola generale dello sport quindi quello che consiglio sempre è di approcciarsi e poi probabilmente il bello del triathlon è che è vario e si può variare a 360 gradi durante l’anno e questo è sicuramente un quid in più.

Ringrazio Alessandro Fabian per la disponibilità ed il tempo dedicatomi e vi do appuntamento con altre interviste di sport.

Intervista con Martina Dogana

Intervista con Martina Dogana

Martina Dogana, una fuoriclasse italiana del triathlon.

Martina Dogana in azione

Vicentina e più precisamente di Valdagno, nasce nel 10 aprile 1979 ed è una Sportiva con la S maiuscola. Nella sua carriera di triatleta ha vinto diverse volte il titolo italiano di triathlon lunga distanza, ma anche in Europa ha detto la sua, oltre ad aver vinto l’Ironman Nizza nel 2008, il 70,3 Italy nel 2011 e il Challenge Vichy nel 2012.

Ho avuto il piacere di poterle fare qualche domanda alla quale lei ha cortesemente risposto, così da conoscere un pò di più i triatleti ed il loro mondo.

D: Da anni svolgi l’ attività di coaching nel mondo triathlon, cosa ti piace di più nell’ attività di allenatrice?

R: Ho iniziato a insegnare in piscina tanti anni fa e da qualche stagione ho cominciato a seguire qualche triatleta che mi chiedeva consigli su come preparare gare su media e lunga distanza. è un lavoro affascinante perché mi aiuta a tirare fuori il meglio di ogni persona.

D: Ti sei considerata fisicamente predisposta per essere un atleta di resistenza? Quali erano le tue capacità atletiche prima?

R: Sicuramente non sono mai stata un’atleta veloce, ma da sempre resistente, soprattutto di testa. Non sono mai stata una predestinata, ma ho sempre lavorato tanto. Uno dei miei primi allenatori del tempo delle medie quando facevo atletica (mezzofondo e campestri) qualche tempo fa parlando di me con una mia compagna di squadra le ha detto che mi è sempre piaciuto, fin da piccola, fare fatica. In realtà mi costa di più fare uno sforzo breve e intenso che tante ore di seguito.

D: Quali corridori / triatleti ammiri di più in questo momento?

R: Bella domanda: ce ne sono tanti e sempre più forti! se devo fare un nome, mi viene quello di Nicola Spirig, la campionessa olimpica di Londra e argento di Rio. Lei ha cominciato giovanissima, me la ricordo quando era junior, e non ha mai smesso neanche adesso che è mamma di tre figli e sta rincorrendo il pass per Tokyo.

D: Ci sono momenti in cui pensi “Perché lo sto facendo?”

R: Ovvio! mi succede sempre in gara e qualche volta anche appena partita per gli allenamenti più noiosi. Però so che se vado avanti e termino la gara (o l’allenamento) poi probabilmente sarò soddisfatta. Sicuramente il non provarci e il fermarmi se non per validi motivi, non fanno parte di me!

D: Bici preferita, supponendo che Specialized fallisca domani?

R: Ovviamente Esmeralda (la mia Sworks Shiv Disc) è la mia bici preferita e più performante! ci ho messo tanto a trovare il giusto feeling con questa bici, diciamo che ci siamo conquistate un po’ alla volta. Nel corso della mia carriera ne ho avute tante di bici. L’unica che conservo ancora a casa è la Kuota Kueen-K personalizzata in occasione  della mia prima partecipazione all’Ironman World Championship alle Hawaii del 2008.

D: Cambieresti qualcosa della tua carriera? Cosa?

R: Sicuramente di cavolate ne ho fatte tante, ma, visto che non si può tornare indietro, preferisco sapere che da tutti gli errori commessi ho imparato qualcosa e adesso posso aiutare qualcun altro/a a evitarli.

D: Cosa puoi consigliare a chi vuole iniziare questo sport?

R: Sicuramente di portare i bambini a praticare triathlon perché per la particolare struttura del nostro sport, che unisce tre discipline tanto diverse tra loro, aiuta a creare nei giovani un bagaglio motorio e anche psicologico che li aiuta a crescere sani sotto tutti i punti di vista. Agli adulti, soprattutto a quelli di “mezza età” consiglio di non avere fretta e di fare le cose per gradi. L’Ironman è alla portata di tutti, ma va preparato per bene con un percorso strutturato che consenta di gustarselo e non di tagliare il traguardo strisciando!

Si torna a Santena

Si torna a Santena

duathlon di Santena 2019
Duathlon di Santena

Ebbene sì al momento sono iscritto al duathlon di Santena che si disputerà il 7 marzo, sono abbastanza sicuro che si farà in quanto ho visto sulla pagina facebook di Mondo triathlon Daddo FCZ il video del duathlon di Pavia per cui non dovremmo avere grossi problemi se rispettiamo le regole.

Dopo 2 anni torno a disputare questa simpatica gara su una distanza che per uno della mia età non è proprio il massimo però solo il fatto di mettere di nuovo un pettorale mi riempie di gioia e mi farà tornare per qualche ora a quello che era la normalità qualche anno fa.

Non sono in una forma strepitosa visto che gennaio è stato un mese difficile per me con la perdita di mia madre per questo maledetto Covid però ultimamente ho ripreso ad allenarmi con più impegno oltre ad aver ricominciato a fare stretching per la schiena.

Non mi resta che darvi appuntamento al post dopo il 7 marzo dove proverò a scrivere le mie sensazioni post gara.

Sono nel team Zoot Italia

Sono nel team Zoot Italia

Welcome to the team Zoot

Scrivo questo post dopo circa una settimana, con piacere e orgoglio posso dire di essere stato selezionato per far parte della squadra Zoot della mia nazione.

Sebbene sia un periodo molto difficile per via del Covid19 sono sicuro che presto potremo di nuovo tornare liberamente sui campi di gara a divertirci e a darci battaglia.

Dopo la mezza maratona del Barbaresco e del Tartufo bianco ho continuato con gli allenamenti sulla scia dell’ottimismo messomi dalla gara, purtroppo niente piscina perchè sono chiuse per le limitazioni del DPCM però cerco di compensare con esercizi a casa a secco oltre che con lo stretching e potenziamento.

Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo Bianco 2020

Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo Bianco 2020

Passaggio a Barbaresco

Prima ed unica gara del 2020, una mezza maratona che già conoscevo e con un bel percorso in mezzo alle vigne e tra i paesi del vino e del tartufo.

Arrivo ad Alba con circa 1 ora di anticipo rispetto alla partenza e colgo l’occasione per salutare amici che non vedevo da tanto visto che in questo 2020 gare podistiche ce ne sono state poche. Apprendo che ci saranno partenze scaglionate, partiranno prima quelli della maratona, poi la mezza maratona donne e poi tutti gli altri uomini della mezza maratona.

Parto alle 9,15 circa e come al mio solito il primo km mi faccio trascinare e lo faccio manco stessi correndo una 10 km, per fortuna mi prende il buon senso e rallento complice anche il fatto che si inizia a salire, ricordo subito una bella rampa dove sicuramente cammino invece che correre ed è la rampa che ci porta nel tratto sterrato che poi ci indizza verso i vigneti e dove c’è il primo ristoro con le bottiglie d’acqua. Il tratto tra i filari è sempre quello dove bisogna restare piu’ attenzione in quanto si va giu’ in discesa su un terreno molto scivoloso.

Finiti i filari dei vigneti si arriva in un bel tratto che costeggia il fiume Tanaro, sembra quasi un trail in questo tratto che poi porta in uno dei tratti piu’ belli di questa mezza maratona, si tratta di un paio di km scanditi da tornanti ed in salita che portano ad un tratto bellissimo e panoramico che ci fa arrivare a piu’ o meno metà percorso nella città di Barbaresco dove c’è la torre alla quale giriamo attorno per poi dirigerci verso la parte finale.

La parte finale di questa gara ècaratterizzata dal fatto che si va giu’ in discesa verso Alba però prima della discesa c’è una bella salita che salgo camminando in quanto troppo ripida per la mia preparazione, io l’ho sempre chiamata la salita della morte in quanto messa lì proprio prima degli ultimi km e che ti taglia in 2 le gambe che già sofforno il sali scendi di tutto il percorso.

Concludo questa gara con un tempo dignitoso di 2h 10′ che è in linea con la preparazione di due mesi e con la voglia di fare meglio nel 2021.

Un immenso grazie va a Triangolo Sport che ha organizzato perfettamente questo evento.

Ultimo lungo

Ultimo lungo

I Murazzi di Torino

Oggi domenica e quindi allenamento lungo, l’ultimo prima della gara di domenica prossima.

L’allenamento prevedeva di correre 20 km divisi in blocchi da 4 km, variando il ritmo. Devo dire che oggi sono contento di come ho corso, i ritmi tenuti sono stati buoni e il mio fisico non ha patito la colazione come la settimana scorsa.

Ora inizia la settimana di scarico e soprattutto sabato relax con la tappa del giro d’Italia che parte da Alba e io andrò a ritirare il pettorale.

Buona settimana e buoni allenamenti.

Manca una settimana al goal

Manca una settimana al goal

Ormai siamo arrivati al 16 ottobre manca soltanto una settimana all’unica farà che forse farò in questo 2020. Eh sì ho scritto forse perché con l’aumentare dei contagi per Covid 19 si prospetta un annullamento della gara, ma ad oggi sembra che tutto sia ok.

Allenamento di venerdì 16/10 a Collegno

Mi spiacerebbe non gareggiare, ma mi spiacerebbe di più per la società organizzatrice e per Alba che ospiterà la gara, dovrebbe essere un weekend ricco di eventi sportivi il prossimo tra il giro d’Italia il sabato e la maratona la domenica.

Io questa settimana non ho fatto tutti gli allenamenti che avevo in programma per impegni vari che si sono incastrati male ma confido nel weekend per l’ultimo lungo e poi la settimana di scarico.

Incrociate le dita con me per mandarmi onde positive.

Non molliamo mai.

La ripresa è la stagione 2021

La ripresa è la stagione 2021

Finalmente ho ripreso ad allenarmi con continuità dopo il periodo covid 19 e dopo l’estate. Gli obiettivi non sono cambiati dal 2020 perché tutte le gare di sono spostate di un anno per cui ci sarà una maratona, un triathlon olimpico e da qualche giorno si è aggiunto un triathlon distanza 70.3 ovvero Elbaman 73.

In questo 2020 almeno una gara la faccio, tra circa 25 giorni correrò una me, za maratona che ho già corso qualche anno fa, la location merita perché sarò nelle Langhe ad Alba. Sarà una gara senza personale sia perché non sono in uno stato di forma ideale sia perché il percorso è molto collinare, infatti alcuni tratti sono in mezzo alle vigne.

Gli allenamenti sotto la guida del coach David Colgan proseguono e mi stanno trasmettendo buone sensazioni per cui avanti così.

A presto.