Mezza maratona dell 2 perle 2018

Analisi di una gara che mi aspettavo in un modo ed è uscita fuori in un altro. Per carità l’ho portata a casa dignitosamente ma c’è una grande differenza tra centrare un obiettivo e portare a casa la gara con un buon risultato.

Partiamo dall’analisi degli allenamenti di questi ultime settimane, e vedo subito che tra impegni di lavoro, malanni vari e problemi con altre cose le sessioni di allenamento sono state poche ma consapevole di arrivare dalla corsa e sulla scia della buona prestazione portata a casa da Firenze mi sono convinto di poter portare a casa il personale in questa gara.

Arrivo alla partenza più tardi di ciò che avevo previsto e mi scaldo per 5 minuti scarsi, la temperatura è freschina e per fortuna ha smesso di piovigginare per cui riusciamo a correre una gara asciutta. Arrivano le 9 e partiamo, cerco di impostarmi sul ritmo di 5’/km  così da riuscire a fare la gara come lo scorso anno a Barcellona, purtroppo però capisco che sto facendo uno sbaglio però voglio essere fidusioso di non esagerare e sistemare nei km successivi. Altro errore perchè così facendo ho dimostrato di non conoscermi oppure di conoscermi e fregarmene di ciò che penso, fatto sta che continuo tutto il primo giro a correre ad un ritmo che pensavo di avere.

Dopo il primo giro continuo ancora a stare vicino ai 5’/km fino al 13imo kmpoi gli ultimi saliscendi verso Portofino incominciano ad annebbiarmi i pensieri e a farmi rendere conto che forse quell’obiettivo di 1h 43′ che mi ero promesso è un pò troppo pretenzioso. A Portofino giro e arranco vedo i miei compagni di squadra che si allontanano e mi fermo a prendere un the al ristoro pensando di recuperare nell’ultimo giro di ritorno che dovrebbe essere più favorevole in quanto un pò più in discesa rispetto al giro di andata.

Arrivo al 17imo km e niente i tempi salgono intorno ai 5’25″/km ed anche oltre ed in alcuni momenti mi viene voglia anche di mollare e di camminare per un pò, poi almeno un pò di decenza nell’intelletto l’ho avuta ed ho corso fino alla fine terminando con un 1h50′ scarso.

Beh alla fine un bell’esame di coscienza e capisco che se ti alleni porti a casa risultati altrimenti ciccia, e come ha detto il mio coach ora “orecchie basse e lavorare”.

14 km da AsicsFrontrunner

#AsicsFrontrunner

Domenica dovevo correre ma vista la temperatura abbastanza fresca la mattina ho optato per passarla in famiglia e precisamente sono andato a Vicolungo con mogliettina ed un altra coppia di amici. Siamo tornati che era già pomeriggio in quanto abbiamo pranzato là e visto che la temperatura si era alzata grazie al sole ho deciso di andare a correre.

Avevo in tabella 14 km così distribuiti 4 km RG+50″ + 2 km RG+40″ + 1 km RG+20″ tutto da ripetere 2 volte, e devo dire che stavo bene fisicamente e li ho corsi leggermente più forte di quello che avrei dovuto.

Ho approfittato per mettere il cappelino Asics e la maglietta della Maratona di Firenze così da poter fare una bella foto e taggarmi #AsicsFrontrunner

Provo a carburare dopo Run the Lake

allenamento running 6x600

Ieri sera finalmente sono stato concentrato ed ho eseguito tutto il lavoro in tabella, sono partito con un pò di riscaldamento di circa 2,5 km fatto con corsetta easy per poi passare agli esercizi di tecnica con saltelli sul posto e in avanzamento, skip basso e scatti di 50/80 mt.

Il lavoro centrale era un 6×600 da RG+10″ a RG-10″ con recupero di 300 corsetta easy e devo dire che ne sono uscito vittorioso e soddisfatto.

Dopo il lavoro centrale torno a casa con 2 km di defaticamento.

Vedrò come proseguirò nei prossimi giorni anche perchè tra circa 3 settimane parteciperò alla Mezza MAratona delle 2 Perle ed al momento non mi sento così pronto da scendere sotto il mio 1h 45′.

Spero di trovare motivazione con la possibilità di diventare un AsicsFrontrunner.

Giro del lago d’Orta 2018

Anche quest’anno mi sono iscritto a questa gara di 24 km che è per metà corsa trail e per metà corsa su strada, la differenza di quest’anno è la partenza che avverrà da Pella senza il trasferimento in battello da Orta.

Siamo arrivati ancora prima che iniziassero a dare i pettorali ovvero alle 7,30 con partenza fissata alle 9,30 per cui cazzeggiamo come siamo soliti fare prima delle gare. Tutti belli bardati e coperti attendiamo la partenza sul piazzale dove arricano i battelli e per fortuna c’è il sole e riusciamo a scaldarci.

Si parte e siamo un bel gruppetto di runners da tutto il Piemonte e Lombardia, primi km su asfalto con percorso saliscendi fino al km 4 dove alla fine di una piccola discesa svoltiamo a sinistra e ci infiliamo tra i boschi tra pietre e radici, alcuni tratti sono molto ripidi e non essendo abituato cammino mentre quando il sentiero spiana o si addolcisce riesco a correre.

Dopo il primo tratto tutto diventa corribile fino a quando arriviamo ad Omegna dove poi troviamo l’asfalto e cominciamo a correre anche se non sto benissimo e lo capisco. Mentre corro cerco di capire e darmi una speigazione e alla fine l’unica spiegazione che mi posso dare è quella che devo allenarmi più continuamente e meglio al fine di tornare nello stato di forma in cui ero prima della Maratona di Firenze 2017.

Chiudo la gara in leggera progressione come ritmo però il cronometro si ferma a 2h50′ circa che vuol dire quasi 20 minuti più dello scorso anno.

Durante il ritorno a casa penso che dovrò lavorare meglio sulla corsa se alla mezza maratona delle 2 Perle voglio limare 2 minuti dal mio personale.

PS durante il viaggio di ritorno ho ricevuto anche la mail per compilare la mia candidatura come #AsicsFrontrunner che ho compilato, ed ora incrocio le dita.

giro del lago d'Orta 2018

Ricomincio da qui, primo allenamento del 2018

Finalmente dopo mesi e mesi in cui nel 2017 mi sono allenato e mi sono divertito, quest’anno ho deciso di prendermi l’impegno di scrivere un pò di più su questa mia vita da triatleta amatoriale mixata con la vita di un imprenditore con una piccola azienda logistica che adesso si trova a riempire la vita lavorativa anche di mia moglie.

Ieri sera ho fatto il primo allenamento corsa del 2018, il coach mi ha messo in questo periodo invernale una prima sessione di riscaldamento con esercizi per la tecnica, mentre la sessione principale prevedeva 7 km da farsi in 3 km RG+20″ rec. 1’30” + 2 km RG+15″ rec. 1′ + 1 km RG+10″ rec. 30″ + 1 km RG e dopo un paio di km di defaticamento.

Mi sono imposto il ritmo gara di 4’50″/km in vista della mezza maratona delle 2 Perle alla quale parteciperò a febbraio e devo dire che sebbene stanco ho finito la sessione principale dell’allenamento soddisfatto.

grafici prima corsa dell'anno
Ecco i grafici della frequenza cardiaca della prima corsa del 2018

IX Miglia di Bra

9 miglia Bra 2016Seconda gara in preparazione del 70.3 di Pescara, questa volta il risultato è stato molto buono ed è arrivato in un modo inaspettato. Devo dire che da venerdì avverto un leggero mal di schiena e che decido comunque di andare al corso di nuoto, un ora dove cerco di rilassarmi il più possibile anche se ogni tanto avverto il fastidio alla schiena. La notte passa abbastanza bene anche se il fastidio rimane, il sabato mattina quando mi alzo rimango fermo circa 10 secondi prima di passare dalla posizione seduto alla posizione eretta e quando sono in piedi ci vogliono altri 10 secondi prima che sparisca il dolore. Decido di passare in farmacia e mi danno delle bustine da prendere per alleviare il dolore che rimane persistente ogni volta che mi alzo da seduto.

Sono indeciso se andare a Bra la domenica ma mi faccio coraggio dicendomi di correrla per come mi sento e di stare tranquillo senza forzare. Passa la giornata di sabato e la domenica si presenta con un bel tempo, cielo abbastanza sereno e temperatura molto fresca vista la nevicata del giorno prima.

Partenza fissata alle 10,40 e come al solito a Bra c’è molta partecipazione, partiamo ed essendo in mezzo al gruppo rimango leggermente indietro e sapendo che dopo pochi metri c’è un imbuto cerco di stare attento a non cadere oppure di non farmi male. Dopo i primi chilometri sento di stare abbastanza bene e cerco di accodarmi ad alcuni podisti che girano sul passo di 4’50″/km pensando che al massimo se non ce la faccio rallento gli ultimi chilometri. Mentre trascorrono i chilometri vedo che riesco a tenere bene quel passo anche se vedo le lepri alle quali mi ero accodato andare via e penso proprio che loro stiano accellerando rispetto al mio passo.

Negli ultimi chilometri ripenso alle mie condizioni fisiche del giorno prima e mi dico ancora incredulo che mi sembra veramente assurdo che io stia facendo una gara così, chiudo la 9 Miglia di Bra con il tempo di 1h 15′ 35″ leggermente sopra il tempo dello scorso anno.

Sono contentissimo e mi sento veramente soddisfatto, un altro tassello verso Pescara è stato messo.

Trail di Sestriere 2015, obiettivo completato.

Spartans al trail di SestriereA distanza di oltre una settimana posso raccontare la mia esperienza al trail lungo di Sestriere, un trail di 43 km con 3000 D+ che ho affrontato con tanta ignorantezza (termine che ho imparato a fare mio con gli ASD Spartans).

Come già il mese di luglio aveva preannunciato il tempo previsto per la manifestazione era bello e questo ha fatto sì che mi permettesse di godere a pieno dello scenario montuoso delle Alpi a cui tanto voglio bene. La partenza da Pramollo è fissata per 06:30 visto che in macchina sono distante poco più di 45 minuti non ho nemmeno la levataccia. Lo zainetto e tutto il necessario è pronto dalla sera prima, le varie borraccie con i sali minerali Hydrafast di Pharmaelle, le barrette Enervit.

Durante il tragitto passo Fenestrelle, Pragelato e so che di lì a poco sarò su a Sestriere. Arrivato in zona centro trovo lo stesso parcheggio dello scorso anno e mi infilo e come per scaramanzia decido di entrare a fare colazione nello stesso bar, invece di prendere un caffè o altro la mia ignorantezza mi porta a chiedere un cappuccino che accompagno con un croissant. Dopo la colazione mi dirigo verso il piazzale Fraiteve per il ritiro pettorale e pacco gara )che con mia grande delusione consta in una lattina di Mole..Cola e 4 paste di Meliga di Eataly oltre alla maglietta commemorativa).

Ritirato il pettorale vado verso la macchina per cambiarmi e realizzo che il cappuccino sta facendo effetto nelle zone basse del mio apparato gastro-intestinale per cui mi sbrigo a cambiarmi e cerco un posto appartato dove alleggerire il mio corpicino. Ormai sono quasi le 08:30 e mi porto verso la linea di partenza dove avviene la punzonatura, nel frattempo incontro Elena Cecchi e Fulvia di Base Running che correranno la 19 km che ho corso lo scorso anno.

Ormai ci siamo alle 08:30 danno il via ed insieme ad una ottantina di altri trailers parto alla volta del colle Fraiteve primo obiettivo da raggiungere, il percorso è molto simile a quello dello scorso anno fatto per la 19 km e lo ricordo abbastanza bene infatti mi impongo di stare tranquillo perchè l’ultimo tratto che porta in cima è molto tosto. Il panorama è stupendo a 360°, nonostante i pochi allenamenti dell’ultimo mese devo dire che mi sento abbastanza bene.

Arrivato in cima al Fraiteve ovvero il 12 km mi rifocillo per bene per poi ripartire verso l’incognita del resto del percorso che ho visto solo su Google Earth, il primo tratto scorre su strada battuta per cui sono abbastanza contento fino a quando arrivo al tratto in discesa ripida che è su una pietraia per cui mi prende la strizza di potermi prendere una strota come succede ultimamente ogni volta che scendo oppure la paura di forzare ed affaticare il ginocchio che mi ha tenuto fermo 15 giorni per un versamento, mentre penso a tutto questo cerco il più possibile di saltellare piuttosto che appoggiare tutto il peso e dopo alcuni km realizzo di essere uscito indenne da quella discesa e che ora mi si prospetta una bella corsa nel bosco come quelle che faccio la domenica da Pramollo alla Vaccera.

Passo il 20esimo km e devo dire che tenendomi nel ritmo consapevole della distanza da percorrere, il fisico non mi manda segnali di allerta. All’incirca al 25esimo km sul ciglio della strada una ragazza dell’organizzazione mi avverte che poco più avanti inizia la salita, subito non realizzo non ricordando bene l’altimetria ma quando arrivo ai piedi della salita capisco subito tutto, si tratta del “km verticale” ovvero si sale di 1 km nell’arco di 5 km di percorso. Ricordo solo di aver visto il sentiero arrampicarsi verso il paradiso e mettendomi l’anima in pace son partito.

Dopo circa 500-600 mt di salita ho tirato su 2 rami robusti e li ho utilizzati come bacchette in quanto vedevo quella salita come proibitiva soprattutto dopo i km che avevo già nelle gambe, dopo circa 3 km di salita accuso una stanchezza che mi fa dubitare di riuscire a finire questa gara, nella mia testa avevo pensieri che facevano la guerra, c’era chi diceva “dai sei uno Spartano non puoi mollare, pensa ai tuoi compagni di squadra che fanno il Triathlon e gli Ironman ed arrivano alla fine loro fanno ben 3 discipline e tu a metà percorso di un trail vuoi mollare” e l’altro che diceva “molla dai non ti sei allenato bene, ci riprovi un’altra volta, lascia perdere arrivi al ristoro e ti ritiri così smetti di affaticare il tuo corpo”, “pensa a tutti i tuoi compagni di Base Running anche loro gara dopo gara stanno migliorando e tu sei sempre lì fermo, devi finire non mollare”.

Quasi al 30esimo km vedo il furgone del ristoro e già da un pò sento i crampi che martellano il vasto mediale ed il sartorio della gamba sinistra, il ristoro è anche il cancello orario che passoper cui sono ancora in gara, mi rifocillo con sali, coca cola, albicocca e banana. L’omino del ristoro quando gli dico dei crampi mi da una bustina di magnesio da buttare sotto la lingua cosa che faccio subito prima di partire e voilà pochi minuti sono come nuovo.

Riparto sapendo che tra circa una decina di km finirò quest’impresa, riprendo a correre visto che ci sono dei tratti in discesa, stando a quello che mi han detto non c’è più molta salita eppure io ricordo ancora un tratto. Giro intorno al Col Basset fino ad arrivargli in punta e quindi scollinare (il famoso tratto che saliva di nuovo e che ricordavo), all’incrocio con la strada dell’Assietta c’è l’ultimo ristoro dove mi rifocillo e bevo di nuovo ma soprattutto prendo altro magnesio perchè i crampi mi hanno tormentato di nuovo nell’ultima salita.

Dopo il ristoro ormai realizzo di essere a pochi km dall’essere finisher e sono come preso da un senso di soddisfazione verso me stesso e verso le mie capacità che mi hanno fatto tenere duro ed arrivare fino a quel punto. Il tratto finale del sentiero Bordin lo ricordo benissimo per cui dove me la sento corro e con mio stupore corro anche abbastanza bene, finito il sentiero Bordin rimane l’ultimo tratto su strada asfaltata sento ormai la musica e sento che stanno premiando ma non sono abbattuto perchè sono arrivato dopo 8h, perchè il mio obiettivo era quello di finire questo trail e per me la missione è stata completata.

Sono un FINISHER di un trail di 43 km con 3000 D+.

Dedico questa gara a mio figlio Mattia che è il mio angelo custode su nel cielo da più di un anno, a mia moglie che sopporta tutti i miei allenamenti, a CiaoLapo ONLUS che supporto con le donazioni affinchè aiutino i centri ginecologici e le coppie che colpite da lutto perinatale, agli amici della squadra Base Running e Spartans, a tutti gli amici che ho conosiuto di persona e non sui vari social network.

Arriva il Trail di Sestriere

Ebbene sì siamo quasi arrivati ad un anno da quando tutto è cominciato, sì perchè esattamente un anno fa mi avventurai nel mio primo trail e fu a Sestriere ma nella versione corta da 18 km. Quest’anno torno al Sestriere ma per correre quello da 43 km che mi porterà via più tempo nella giornata ma mi regalerà molti più paesaggi da vedere e soprattutto mi terrà spesso in quota sempre più vicino al cielo e sempre più vicino al mio piccolo angioletto Mattia che sicuramente correrà con me questi 43 km.

Lo scorso anno ho corso il trail con i colori di Base Running mentre quest’anno correrò con i colori della squadra UISP con la quale sono tesserato ovvero gli Spartans di Bologna con la quale poi ho l’intenzione di avvicinarmi al triathlon.

E’ stato un periodo travagliato e non sono proprio nella forma migliore anche perchè poco meno di un mese fa ho avuto un versamento al ginocchio dx ed il lavoro mi ha tolto tempo agli allenamenti, nonostante tutto domenica sarò alla partenza  e cercherò di arrivare fino alla fine del trail.

Anche in questa gara correròper sostenere l’associazione CiaoLapo ONLUS che si occupa di lutto perinatale e tutela della gravidanza e se mai vorreste aiutarmi potete farlo su Rete del Dono.

Trail autogestito Monte San Giorgio-Pietraborga

Vista dal Monte San GiorgioSabato pomeriggio sono andato a provare un percorso che avevo studiato qualche giorno prima su www.openrunner.com prendendolo da un itinerario raccontato dal sito www.podoandando.com che prevedeva di salire su al Monte San Giorgio sopra Piossasco e poi arrivare fino al Monte Pietra Borga passando dal Colle della Serva e dal Colle di Pre.

La giornata dal punto di vista del clima merita già dal mattino e presumendo che faccia caldo preparo le due bottiglie da 600 ml di sali minerali Hydrafast di Pharmaelle per non rimanere troppo disidratato. Tra una cosa è l’altra parto da Moncalieri che sono le 14.15 ed arrivo a Piossasco che sono quasi le 15. Parcheggio in uno slargo in via Monte Grappa e subito mi infilo lo zainetto in spalla e parto tranquillo così da avere il tempo di riscaldarmi, arrivo subito alla starda sterrata con l’indicazione per il Monte San Giorgio e la imbocco aggirando la sbarra d’acciaio tirata giù per evitare l’accesso alle auto. La strada è bella larga ed è molto corribile, nel pomeriggio è anche in ombra dalle conifere per cui non ho proprio il sole che mi picchia addosso, salgo abbastanza tranquillo al mio passo però sempre correndo fino ad arrivare al bivio tra il Colle della Serva e l’ultimo tratto della salita al Monte San Giorgio. Decido di andare fino in punta al Monte San Giorgio però invece di farla sulla strada comoda mi avventuro in un sentiero più impervio dove posso solo camminare, ed ecco che in una decina di minuti sono in vetta al Monte San Giorgio.

 

Dopo aver visto il bellissimo panorama scendo per avviarmi verso il Pietraborga, arrivo al bivio e prendo per il Colle della Serva che mi porta in cresta fino al Colle di Pre per poi andare verso Prese di Piossasco e Prese di Sangano, tutto il tratto che parte con un sentiero stretto che poi si allarga ad una strada sterrata fino alle Prese è molto corribile. Dopo le frazione di Prese la strada sale di nuovo per portarmi verso la vetta del Pietraborga passando in mezzo ai boschi ed attraversando per ultimo il sito dei Celti. Arrivato in vetta al Pietraborga anche lì il panorama non ha eguali, ti senti quasi in cielo pur essendo a soli 700 mt circa. Ho completato la mia sessione per cui mi accingo a tornare verso Piossasco, concludo il trail solitario con circa 18 km che mi avvicinano al trail ValVaraita.

Arrivato alla macchina devo dire di sentirmi meno stanco di altre sessioni di allenamento, sarà per i sali o per le maltodestrine assunte, fatto sta che sono in buone condizioni fisiche e ne sono contento.

Qui potete vedere la sessione su Strava.

Sentiero verso il Colle di PreVista dal monte Pietra Borga Croce sul Monte San Giorgio

Con CiaoLapo a Trana

maglietta fundraising CiaoLapoIeri 15 marzo 2015 ho corso per la prima volta a Trana, è stata una gara difficile, il percorso abbastanza nervoso ricco di salite e discese per di più in una giornata di pioggia e freddo. So già che non farò una corsa da PB anche perchè il giorno prima mi sono fatto un pò di trail collinare in vista del Trail2Monti del 22/03/2015 per cui parto tranquillo e tengo il mio ritmo, durante la corsa penso che la giornata piovosa e fredda non mi ha permesso di indossare la maglia di CiaoLapo ONLUS e quindi cercare di promuovere le donazioni ma ci sarà ancora tempo senza contare che devo incontrarmi con Beppe Tamburino e magari lui qualche dritta me la può dare cul come orientarmi in questa prima esperienza di fundraising.

Passano i km in mezzo ai campi ed ogni tanto in mezzo a qualche villetta fino a quando entriamo in una borgata di poche case e corriamo proprio in mezzo vicoli, ad un certo punto come in tutte le gare che ultimamente corro ad un balcone vedo due bambini che osservano noi temerari podisti che corriamo, nel momento in cui sono proprio davanti al loro balcone alzo il braccio e li saluto e li vedo raggianti che mi contraccambiano il saluto come se non aspettassero altro che essere notati e salutati.

Ecco sono queste piccole presenze che mi fanno ritornare alla mente il mio piccolo Mattia che è volato in cielo lo scorso anno e tutte le volte che sono in gara e vedo i bambini assiepati ai bordi che ti tendono la mano per battergli il cinque o che ti salutano mi viene spontaneo salutarli e dedicargli qualche secondo della mia corsa.