Bravolinks e gudagnare con gli annunci

Vuoi provare a guadagnare qualche euro extra?

Ciao, quello di cui voglio iniziare a parlare è un argomento un pò delicato in quanto sembra sempre di vendere fumo o comunque sembra sempre di prendere in giro la gente quando si parla di gudagnare degli euro con poco impegno o addirittura dedicandoci poche ore al giorno.

La piattaforma di cui voglio parlare per la prima volta è in italiano ed è gestita da un’azienda italiana per cui mi sento di poter garantire un pochino, oltre a questo devo dire che chi mi ha portato verso questa piattaforma PTC è una persona che conosco da molto tempo ed è molto affidabile, quella che si chiama in gergo “sponsor”.

La cosa bella di Bravolinks è che tutti le persone che sono diventate utenti non stanno lì dentro solo per cliccare tutti gli annunci, hanno e abbiamo una strategia pianificata, che porta a seconda delle possibilità e della voglia di rischiare che si ha al raggiungimento in un più o meno lungo periodo a guadagnare dei soldi di una certa entità.

Chi è dentro da più mesi riesce a portarsi a casa cifre notevoli anche 100€ ogni 2 o 3 giorni. Ovviamente all’inizio non è così in quanto ci vogliono almeno 4 o 5 mesi di impegno e strategia per arrivare a quei risultati.

Se sei interessato puoi iscriverti a Bravolinks qui e non appena vedrò la tua iscrizione ti contatterò per passarti tutto il materiale riguardante la strategia da adottare per incrementare i referral che ti porteranno anche soldini nelle casse.

Ricorda ci vuole pazienza e dedizione per almeno un’ora al giorno.

PS abbiamo anche un gruppo su Facebook per chiedere consigli ed aiuto.

Un weekend da triatleta

Lo scorso weekend ho potuto finalmente assaporare cosa vuol dire fare triathlon, ho avuto ogni giorno una disciplina diversa e con un impegno importante. Mi verrebbe quasi da dire che a circa tre mesi dall’obiettivo gli allenamenti entrano nella parte più dura e tosta ovvero quella che porta alla sostanza.

Venerdì scorso come al solito c’è stato nuoto in vasca ed è stato abbastanza duro in quanto sono stati aggiunti esercizi nuovi che proprio mi hanno messo in difficoltà per cui dopo l’allenamento ero bello che cotto.

Kyklos bikeIl sabato invece è stato dedicato alla bici e finalmente ho potuto pedalare per 3h come da tabella con la Kyklos Killer SLR che ho in dotazione da qualche settimana, e come mi aspettavo è proprio un altro pianeta pedalare con una bici tutta in carbonio ma anche utilizzare un cambio di nuova generazione come quello montato sulla mia bici ovvero uno Shimano 105. La tabella prevedeva 3h vallonate per cui con Strava mi sono tracciato un percorso e via nel pomeriggio son partito per il mio allenamento della quale si può vedere il percorso qui.

 

Devo dire che dopo quei 75 km non ero troppo distrutto anzi mi sembrava anche di stare abbastanza bene per cui ho pensato che il giorno dopo non sarebbe stato un disastro la corsa che mi vedeva partecipare alla Milano Relay Marathon. La domenica sveglia di buon ora per il viaggio e tutto il trantran del deposito sacca per essere in zona partenza verso le 9,30 e quindi pronti per la partenza che era fissata per le 10. Ore 10 via si parte, ah dimenticavo di aggiornare la staffetta io dovevo correre 2 frazioni in quanto un nostro staffettista si era ammalato venerdì per cui mi toccava la 1 e la 2 quindi una mezza maratona, sto bene per cui provo a tenere il ritmo che dovrei tenere per i miei 10 km ovvero sotto i 5’/km ed a parte il primo km gli altri vado benone, sto bene fino alla fine della prima frazione poi dalla prima alla seconda penso di aver visto tutti i santi del cielo, sentivo le gambe pesanti come non mai ed ho cominciato a capire che stavo sentendo la pesantezza dei 75 km in bici di sabato. Alla fine ho chiuso i 22 km delle 2 frazioni in 2h 02′ circa ed alla fine ero veramente cotto e bollito a dovere.

Penso che la prossima volta partirò più piano così da avere uno sforzo continuativo per tutta la durata, il bicchiere mezzo pieno è “meglio che succeda ora piuttosto che in gara”.

Alla prossima con un altro allenamento verso #IM703Pescara

IX Miglia di Bra

9 miglia Bra 2016Seconda gara in preparazione del 70.3 di Pescara, questa volta il risultato è stato molto buono ed è arrivato in un modo inaspettato. Devo dire che da venerdì avverto un leggero mal di schiena e che decido comunque di andare al corso di nuoto, un ora dove cerco di rilassarmi il più possibile anche se ogni tanto avverto il fastidio alla schiena. La notte passa abbastanza bene anche se il fastidio rimane, il sabato mattina quando mi alzo rimango fermo circa 10 secondi prima di passare dalla posizione seduto alla posizione eretta e quando sono in piedi ci vogliono altri 10 secondi prima che sparisca il dolore. Decido di passare in farmacia e mi danno delle bustine da prendere per alleviare il dolore che rimane persistente ogni volta che mi alzo da seduto.

Sono indeciso se andare a Bra la domenica ma mi faccio coraggio dicendomi di correrla per come mi sento e di stare tranquillo senza forzare. Passa la giornata di sabato e la domenica si presenta con un bel tempo, cielo abbastanza sereno e temperatura molto fresca vista la nevicata del giorno prima.

Partenza fissata alle 10,40 e come al solito a Bra c’è molta partecipazione, partiamo ed essendo in mezzo al gruppo rimango leggermente indietro e sapendo che dopo pochi metri c’è un imbuto cerco di stare attento a non cadere oppure di non farmi male. Dopo i primi chilometri sento di stare abbastanza bene e cerco di accodarmi ad alcuni podisti che girano sul passo di 4’50″/km pensando che al massimo se non ce la faccio rallento gli ultimi chilometri. Mentre trascorrono i chilometri vedo che riesco a tenere bene quel passo anche se vedo le lepri alle quali mi ero accodato andare via e penso proprio che loro stiano accellerando rispetto al mio passo.

Negli ultimi chilometri ripenso alle mie condizioni fisiche del giorno prima e mi dico ancora incredulo che mi sembra veramente assurdo che io stia facendo una gara così, chiudo la 9 Miglia di Bra con il tempo di 1h 15′ 35″ leggermente sopra il tempo dello scorso anno.

Sono contentissimo e mi sento veramente soddisfatto, un altro tassello verso Pescara è stato messo.

Inizia la via verso Pescara IM 70.3

A distanza da qualche mese dalla mia iscrizione e dal mio inizio col cimentarmi nella triplice disciplina, eccomi a presentare quello che è l’obiettivo principale di questo 2016, IronMan 70.3 di Pescara.

Diciamo che è già da qualche mese che mi alleno, la mia bestia nera per ora è il nuoto nella quale mi sto applicando dalle 2 alle 3 volte a settimana in quanto è lo sport dove sono più carente. Per quanto riguarda la bicicletta mi sto allenando con una Bianchi ML3 un pò datata che ho risistemato e resa idonea per gli allenamenti anche se penso di poter dare di più con un modello più recente.

La prima gara ufficiale è stata la Mezza Maratona di Verona, purtroppo corsa sotto la pioggia ma come la ricordavo sempre molto partecipata e con un percorso pieno di gente che ti incita e tifa per te. Non è stata una grande prestazione in quanto la fatica di tutti gli allenamenti si è fatta sentire ma devo dire che lentamente sto ritrovando una forma dignitosa che mi permetterà di arrivare bene all’obiettivo del 70.3 di Pescara che farò con la squadra triathlon che ho scelto ovvero gli Spartans di Bologna.

Il tempo ha detto 1h 50′ circa che è più o meno che io prevedevo per questo mio ritorno alla distanza della mezza maratona, c’è ancora tanto da fare e tanti km da macinare sia a piedi sia in bici.

A presto con altri risultati che mi porteranno verso il mezzo Ironman di Pescara.

Trail di Sestriere 2015, obiettivo completato.

Spartans al trail di SestriereA distanza di oltre una settimana posso raccontare la mia esperienza al trail lungo di Sestriere, un trail di 43 km con 3000 D+ che ho affrontato con tanta ignorantezza (termine che ho imparato a fare mio con gli ASD Spartans).

Come già il mese di luglio aveva preannunciato il tempo previsto per la manifestazione era bello e questo ha fatto sì che mi permettesse di godere a pieno dello scenario montuoso delle Alpi a cui tanto voglio bene. La partenza da Pramollo è fissata per 06:30 visto che in macchina sono distante poco più di 45 minuti non ho nemmeno la levataccia. Lo zainetto e tutto il necessario è pronto dalla sera prima, le varie borraccie con i sali minerali Hydrafast di Pharmaelle, le barrette Enervit.

Durante il tragitto passo Fenestrelle, Pragelato e so che di lì a poco sarò su a Sestriere. Arrivato in zona centro trovo lo stesso parcheggio dello scorso anno e mi infilo e come per scaramanzia decido di entrare a fare colazione nello stesso bar, invece di prendere un caffè o altro la mia ignorantezza mi porta a chiedere un cappuccino che accompagno con un croissant. Dopo la colazione mi dirigo verso il piazzale Fraiteve per il ritiro pettorale e pacco gara )che con mia grande delusione consta in una lattina di Mole..Cola e 4 paste di Meliga di Eataly oltre alla maglietta commemorativa).

Ritirato il pettorale vado verso la macchina per cambiarmi e realizzo che il cappuccino sta facendo effetto nelle zone basse del mio apparato gastro-intestinale per cui mi sbrigo a cambiarmi e cerco un posto appartato dove alleggerire il mio corpicino. Ormai sono quasi le 08:30 e mi porto verso la linea di partenza dove avviene la punzonatura, nel frattempo incontro Elena Cecchi e Fulvia di Base Running che correranno la 19 km che ho corso lo scorso anno.

Ormai ci siamo alle 08:30 danno il via ed insieme ad una ottantina di altri trailers parto alla volta del colle Fraiteve primo obiettivo da raggiungere, il percorso è molto simile a quello dello scorso anno fatto per la 19 km e lo ricordo abbastanza bene infatti mi impongo di stare tranquillo perchè l’ultimo tratto che porta in cima è molto tosto. Il panorama è stupendo a 360°, nonostante i pochi allenamenti dell’ultimo mese devo dire che mi sento abbastanza bene.

Arrivato in cima al Fraiteve ovvero il 12 km mi rifocillo per bene per poi ripartire verso l’incognita del resto del percorso che ho visto solo su Google Earth, il primo tratto scorre su strada battuta per cui sono abbastanza contento fino a quando arrivo al tratto in discesa ripida che è su una pietraia per cui mi prende la strizza di potermi prendere una strota come succede ultimamente ogni volta che scendo oppure la paura di forzare ed affaticare il ginocchio che mi ha tenuto fermo 15 giorni per un versamento, mentre penso a tutto questo cerco il più possibile di saltellare piuttosto che appoggiare tutto il peso e dopo alcuni km realizzo di essere uscito indenne da quella discesa e che ora mi si prospetta una bella corsa nel bosco come quelle che faccio la domenica da Pramollo alla Vaccera.

Passo il 20esimo km e devo dire che tenendomi nel ritmo consapevole della distanza da percorrere, il fisico non mi manda segnali di allerta. All’incirca al 25esimo km sul ciglio della strada una ragazza dell’organizzazione mi avverte che poco più avanti inizia la salita, subito non realizzo non ricordando bene l’altimetria ma quando arrivo ai piedi della salita capisco subito tutto, si tratta del “km verticale” ovvero si sale di 1 km nell’arco di 5 km di percorso. Ricordo solo di aver visto il sentiero arrampicarsi verso il paradiso e mettendomi l’anima in pace son partito.

Dopo circa 500-600 mt di salita ho tirato su 2 rami robusti e li ho utilizzati come bacchette in quanto vedevo quella salita come proibitiva soprattutto dopo i km che avevo già nelle gambe, dopo circa 3 km di salita accuso una stanchezza che mi fa dubitare di riuscire a finire questa gara, nella mia testa avevo pensieri che facevano la guerra, c’era chi diceva “dai sei uno Spartano non puoi mollare, pensa ai tuoi compagni di squadra che fanno il Triathlon e gli Ironman ed arrivano alla fine loro fanno ben 3 discipline e tu a metà percorso di un trail vuoi mollare” e l’altro che diceva “molla dai non ti sei allenato bene, ci riprovi un’altra volta, lascia perdere arrivi al ristoro e ti ritiri così smetti di affaticare il tuo corpo”, “pensa a tutti i tuoi compagni di Base Running anche loro gara dopo gara stanno migliorando e tu sei sempre lì fermo, devi finire non mollare”.

Quasi al 30esimo km vedo il furgone del ristoro e già da un pò sento i crampi che martellano il vasto mediale ed il sartorio della gamba sinistra, il ristoro è anche il cancello orario che passoper cui sono ancora in gara, mi rifocillo con sali, coca cola, albicocca e banana. L’omino del ristoro quando gli dico dei crampi mi da una bustina di magnesio da buttare sotto la lingua cosa che faccio subito prima di partire e voilà pochi minuti sono come nuovo.

Riparto sapendo che tra circa una decina di km finirò quest’impresa, riprendo a correre visto che ci sono dei tratti in discesa, stando a quello che mi han detto non c’è più molta salita eppure io ricordo ancora un tratto. Giro intorno al Col Basset fino ad arrivargli in punta e quindi scollinare (il famoso tratto che saliva di nuovo e che ricordavo), all’incrocio con la strada dell’Assietta c’è l’ultimo ristoro dove mi rifocillo e bevo di nuovo ma soprattutto prendo altro magnesio perchè i crampi mi hanno tormentato di nuovo nell’ultima salita.

Dopo il ristoro ormai realizzo di essere a pochi km dall’essere finisher e sono come preso da un senso di soddisfazione verso me stesso e verso le mie capacità che mi hanno fatto tenere duro ed arrivare fino a quel punto. Il tratto finale del sentiero Bordin lo ricordo benissimo per cui dove me la sento corro e con mio stupore corro anche abbastanza bene, finito il sentiero Bordin rimane l’ultimo tratto su strada asfaltata sento ormai la musica e sento che stanno premiando ma non sono abbattuto perchè sono arrivato dopo 8h, perchè il mio obiettivo era quello di finire questo trail e per me la missione è stata completata.

Sono un FINISHER di un trail di 43 km con 3000 D+.

Dedico questa gara a mio figlio Mattia che è il mio angelo custode su nel cielo da più di un anno, a mia moglie che sopporta tutti i miei allenamenti, a CiaoLapo ONLUS che supporto con le donazioni affinchè aiutino i centri ginecologici e le coppie che colpite da lutto perinatale, agli amici della squadra Base Running e Spartans, a tutti gli amici che ho conosiuto di persona e non sui vari social network.

Arriva il Trail di Sestriere

Ebbene sì siamo quasi arrivati ad un anno da quando tutto è cominciato, sì perchè esattamente un anno fa mi avventurai nel mio primo trail e fu a Sestriere ma nella versione corta da 18 km. Quest’anno torno al Sestriere ma per correre quello da 43 km che mi porterà via più tempo nella giornata ma mi regalerà molti più paesaggi da vedere e soprattutto mi terrà spesso in quota sempre più vicino al cielo e sempre più vicino al mio piccolo angioletto Mattia che sicuramente correrà con me questi 43 km.

Lo scorso anno ho corso il trail con i colori di Base Running mentre quest’anno correrò con i colori della squadra UISP con la quale sono tesserato ovvero gli Spartans di Bologna con la quale poi ho l’intenzione di avvicinarmi al triathlon.

E’ stato un periodo travagliato e non sono proprio nella forma migliore anche perchè poco meno di un mese fa ho avuto un versamento al ginocchio dx ed il lavoro mi ha tolto tempo agli allenamenti, nonostante tutto domenica sarò alla partenza  e cercherò di arrivare fino alla fine del trail.

Anche in questa gara correròper sostenere l’associazione CiaoLapo ONLUS che si occupa di lutto perinatale e tutela della gravidanza e se mai vorreste aiutarmi potete farlo su Rete del Dono.

Deluso ed ormai vinto.

Oggi di nuovo le Beta HCG, devo dire che una timida speranza ce l’avevo che però è stata stroncata totalmente all’arrivo dei referti. Beta negative, come dice il titolo oltre ad essere deluso sono ormai vinto e getto la spugna, nonostante io sia uno che cerca di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno o il lato positivo di ciò che succede questa volta sono proprio demoralizzatoed abbattuto.

Sono ormai anni che stiamo inseguendo questo sogno e se le cose stanno andando in questo modo vuol dire che purtroppo dobbiamo abbandonare questa strada e rassegnarci a rimanere soli noi 2. Dovrò riuscire a smettere di guardare le altre famiglie e desiderare di essere come loro con un figlio o una figlia, dovrò smettere di pensare che lo/a porterò a giocare al parco strapazzandolo/a di coccole.

Purtroppo la natura ci ha negato e ci nega tuttora questa gioia e quindi è ora che mi svegli e che apra gli occhi e cerchi di vivere la realtà dura e cruda così com’è.

Dopo l’attesa, mille domande

Oggi è il 7 maggio e diciamo che solo oggi riesco a scrivere di nuovo qualcosa sul nostro cammino alla caccia della cicogna. Il risultato delle beta è stato negativo e la delusione è stata tanta, anche se avremmo dovuto essere preparati devo dire che ogni volta non lo si è mai preparati.

Questa volta devo dire che sono più infastidito del solito in quanto se ripenso a quello che erano le mie perplessità mi chiedo se in questo campo dove veramente il giro di soldi è alto, soprattutto all’estero, si possa lavorare con sufficenza.

Ho voglia di spiegarlo in quanto magari questo mio post potrebbe rivelarsi utile per altre coppie che come noi cercheranno informazioni su internet, nel tentativo che aveva portato alla gravidanza 2 anni fa avevo percepito che il Progesterone dato nel post-transfer non sempre viene assorbito ovvero molto dipende anche dal soggetto, c’è chi con 3 ovuli al giorno di Progeffik va bene c’è chi solo con quelli non va da nessuna parte ed allora deve integrare con iniezioni di Prontogest o Lentogest.

Eccoci al punto cruciale, anche qui mi è stato detto Lentogest e Prontogest sono la stessa cosa, il che non è del tutto vero, bisogna fare la distinzione tra i due prodotti in quanto il principio attivo è lo stesso solo che il Lentogest è a lento rilascio ed infatti le iniezioni si fanno ogni 3 giorni mentre il Prontogest è subito attivo e si deve fare ogni giorno.

Purtroppo mia moglie anche il Lentogest lo assorbe poco e questo lo abbiamo riscontrato dal dosaggio rilevato durante l’esame delle beta Hcg, mentre con il Prontogest il dosaggio del progesterone è alto come dovrebbe essere per favorire l’impianto e la prosecuzione dello stesso.

Io sapendo questo ho chiesto se era meglio fare Prontogest piuttosto che Lentogest però il centro dove ci appoggiamo ha detto di fare tranquillamente Lentogest che non sarebbe cambiato nulla (cosa non vera secondo me, che però non posso provare).

Alla fine di tutto questo non mi resta che fare le considerazioni, ovvero continuerò a stare sui forum di PMA per imparare e chiedere su tutto quello che riguarda la PMA ma soprattutto la prossima volta dovrò insistere di più in quello che credo e penso in quanto i soldi che tiriamo fuori sono i nostri e se ho un minimo dubbio preferisco sbagliare per errore mio che poi dover recriminare sui se e sui ma.

Ora ci restano dei vitrificati e tra circa due mesi proveremo nuovamente ad acciuffare la cicogna.

L’attesa com’è tremenda

Domani è il 30 aprile e domettina ci sarà la resa dei conti finalmente, sono stati dieci giorni interminabili anche se intervallati da ponti e festività varie resta il fatto che le giornate sono sempre di 24 ore e dieci giorni sono sempre dieci giorni.

Domattina mia moglie andrà a fare il prelievo per le beta HCG e per il dosaggio del progesterone e già in mattinata avremo il responso che ci porterà in uno stato di cauta euforia oppure ci butterà nello sconforto di dover pensare a rifare tutto tra qualche mese.

In questi giorni ci stiamo sentendo spesso al telefono, io dal lavoro e mia moglie a casa che mi aiuta facendo cose leggere che qui in magazzino non potrebbe fare, ed ogni volta che ci sentiamo come va, come non va, sintomi, dolorini, perdite oppure l’altra volta era così e quaesta volta invece non sento niente.

La sera sul divano ogni tanto incrociamo i nostri sguardi e cercandoci con la manoci facciamo forza affinchè tutto vada per il verso giusto, ho ricominciato anche a pregare con le Ave Maria affinchè qualcuno da lassù ci assista e ci faccia realizzare l’unico tassello che ancora manca nella nostra vita.

Spero di poter scrivere qualcosa di più bello ed entusiasmante domani, tengo le dita incrociate e prego.

Trail autogestito Monte San Giorgio-Pietraborga

Vista dal Monte San GiorgioSabato pomeriggio sono andato a provare un percorso che avevo studiato qualche giorno prima su www.openrunner.com prendendolo da un itinerario raccontato dal sito www.podoandando.com che prevedeva di salire su al Monte San Giorgio sopra Piossasco e poi arrivare fino al Monte Pietra Borga passando dal Colle della Serva e dal Colle di Pre.

La giornata dal punto di vista del clima merita già dal mattino e presumendo che faccia caldo preparo le due bottiglie da 600 ml di sali minerali Hydrafast di Pharmaelle per non rimanere troppo disidratato. Tra una cosa è l’altra parto da Moncalieri che sono le 14.15 ed arrivo a Piossasco che sono quasi le 15. Parcheggio in uno slargo in via Monte Grappa e subito mi infilo lo zainetto in spalla e parto tranquillo così da avere il tempo di riscaldarmi, arrivo subito alla starda sterrata con l’indicazione per il Monte San Giorgio e la imbocco aggirando la sbarra d’acciaio tirata giù per evitare l’accesso alle auto. La strada è bella larga ed è molto corribile, nel pomeriggio è anche in ombra dalle conifere per cui non ho proprio il sole che mi picchia addosso, salgo abbastanza tranquillo al mio passo però sempre correndo fino ad arrivare al bivio tra il Colle della Serva e l’ultimo tratto della salita al Monte San Giorgio. Decido di andare fino in punta al Monte San Giorgio però invece di farla sulla strada comoda mi avventuro in un sentiero più impervio dove posso solo camminare, ed ecco che in una decina di minuti sono in vetta al Monte San Giorgio.

 

Dopo aver visto il bellissimo panorama scendo per avviarmi verso il Pietraborga, arrivo al bivio e prendo per il Colle della Serva che mi porta in cresta fino al Colle di Pre per poi andare verso Prese di Piossasco e Prese di Sangano, tutto il tratto che parte con un sentiero stretto che poi si allarga ad una strada sterrata fino alle Prese è molto corribile. Dopo le frazione di Prese la strada sale di nuovo per portarmi verso la vetta del Pietraborga passando in mezzo ai boschi ed attraversando per ultimo il sito dei Celti. Arrivato in vetta al Pietraborga anche lì il panorama non ha eguali, ti senti quasi in cielo pur essendo a soli 700 mt circa. Ho completato la mia sessione per cui mi accingo a tornare verso Piossasco, concludo il trail solitario con circa 18 km che mi avvicinano al trail ValVaraita.

Arrivato alla macchina devo dire di sentirmi meno stanco di altre sessioni di allenamento, sarà per i sali o per le maltodestrine assunte, fatto sta che sono in buone condizioni fisiche e ne sono contento.

Qui potete vedere la sessione su Strava.

Sentiero verso il Colle di PreVista dal monte Pietra Borga Croce sul Monte San Giorgio